Google – UE: l’accordo si allontana


UE-Bruxelles

Proteste da Bruxelles. Ciò che Google ha offerto, non è abbastanza. Ha parlato Joaquin Almunia, il commissario dell’Unione Europea. La questione è quella che va avanti da qualche tempo, da qualche anno: all’azienda di Mountain View viene contestato il presunto abuso della propria posizione di leadership sul mercato dei motori di ricerca.

Le parti sembravano essersi avvicinate di recente. Google aveva messo sul piatto una serie di modifiche e soprattutto di contrassegni visibili nei risultati del motore di ricerca. Ne avevamo parlato, in maniera accurata, in questo post. In seguito alla serie di proposte avanzate dagli Stati Uniti, l’Unione Europea ha avviato una fase di test, nel corso della quale ha coinvolto le aziende che, per prime, avevano attaccato Google.

Esito: molte le critiche arrivate finora, e la Commissione ha deciso di estendere il limite del test fino al 27 giugno.

Da Mountain View, però, hanno risposto così: “riteniamo che la nostra proposta alla Commissione Ue affronti le quattro principali obiezioni sollevate, e continuiamo la lavorare con Bruxelles per risolvere il caso”. Così ha parlato Al Verney, portavoce di Google, all’interno di una nota diffusa dal gigante statunitense. Che ora, tra le altre cose, dovrà fronteggiare anche un’altra offensiva da Bruxelles: anche Android è finito nel mirino dell’Unione Europea. E ci sarà da divertirsi, ancora.

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