Spamhaus, Cyberbunker e l’attacco che ha rallentato il Web


cyberattack_1805164bSpamhaus era sotto attacco. E se di professione sei un servizio internazionale di filtraggio spam, il problema si fa rilevante.

Spamhaus era sotto attacco – di tipo Ddos (Distributed Denial of Service) – e dall’altra parte ci sarebbero, ad orchestrare il tutto, i tipi del Web Host olandese Cyberbunker. Alcuni lo hanno già definito “the Internet’s biggest cyber-attacks ever“. Il più grande della storia, per la mole di dati spostata da chi attacca: 300 Gigabit al secondo parte dai server olandesi.

Il tutto, secondo quanto riportano testate come il New York Times, avrebbe avuto origine il 18 Marzo scorso. Ora, tuttavia, l’effetto principale sarebbe un rallentamento della rete Internet globale, perché ad essere colpiti sono i Dns (Domain Name System) che fanno riferimento, appunto, al traffico di tutto il mondo. Non è escluso, stando alle prove pubblicate dall’ISC, che un attacco abbia riguardato Spamhaus la settimana scorsa e durante la stessa si sia concluso.

La storia dell’attacco l’ha ricostruita CloudFare in questo report, oltre che Yahoo in lingua italiana, in questo post.

L’attacco nei confronti di Spamhaus si sarebbe concluso, sempre sulla base dei report, il 22 Marzo scorso. Da allora non sono state fornite ulteriori indicazioni. Al contrario, dal giorno seguente i tipi olandesi hanno spostato l’attenzione sugli Internet Exchanges (Ixs), i centri di smistamento del traffico Internet. Ovvero: il rallentamento di alcuni servizi online a cui si è fatto riferimento.

Questione risolta? Così pare, almeno per ora. Tutta la faccenda s’è guadagnata, però, il giusto titolo: “the Internet’s biggest cyber-attacks ever”.

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