Parliamo di Startup: Ovojo


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Siamo su “Parliamo di Startup”. E con noi, oggi, c’è Sergio Bottari, uno dei fondatori – con Andrea Milani – di Ovojo, startup facente parte di Noosalab. È proprio Sergio a raccontarci la loro realtà professionale su Giorgiotave.it.

Di cosa si occupa la vostra startup?

Ovojo è un sito che permette ad artigiani, designer emergenti e boutique italiane di abbigliamento e design di vendere i propri prodotti in Italia e nel Mondo.

 

Per ogni partner viene creato all’interno del marketplace un negozio virtuale a loro totale gestione; potranno quindi inserire la storia, la rassegna stampa e una gallery di immagini e decidere quali prodotti mettere in vendita, definendone prezzo e disponibilità.

 

Ovojo si occupa di tutte le fasi più complicate della vendita online, ovvero incasso, fatturazione, spedizione, servizio clienti e resi. Oltre al marketplace, ovojo offre un servizio di geolocalizzazione di brand e negozi di abbigliamento, segnalando quindi in quali negozi, fisici e online, è possibile trovare il proprio brand di abbigliamento preferito.

Com’è nata l’idea?

Come nella più banale delle storie di startup, ovojo è partito come un side-project quando Andrea Milani e io, Sergio Bottari, eravamo ancora all’università.

 

Andrea cercava un paio di scarpe Fred Perry a Milano. Il sito ufficiale non segnalava i punti vendita, quindi ha dovuto cercare su internet il contatto del distributore. Una volta trovato, ha chiamato il contatto e si è fatto indicare i negozi a cui le avevano distribuite (tra l’altro indicati solamente col nome della società). Abbiamo quindi pensato di fondare ovojo, un geolocalizzatore di negozi e brand in numerose città italiane e del mondo. Il marketplace è nato invece in una seconda fase come naturale evoluzione del servizio di geolocalizzazione: ora puoi scoprire dove vendono il tuo brand preferito e acquistarlo direttamente su ovojo.

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Da chi è composto il team e com’è organizzato quotidianamente il lavoro?

La maggior parte del lavoro è a carico di noi due founder. Io gestisco tutta la parte tecnica (programmazione, gestione del server e del sito a 360°) e l’amministrazione (fatture, pagamenti), mentre Andrea si occupa dei rapporti con i negozi e i brand che sono presenti sul sito, assumendo occasionalmente anche il ruolo di commerciale.

 

Ci avvaliamo anche di una rete di commerciali esterna e di un call-center, gestiti da Andrea. I soci di Noosalab, acceleratore di cui fa parte ovojo, oltre a PrezzoFelice, MyBeautyBox e Sos Tariffe, sono sempre presenti e disponibili a darci consigli, dritte e incoraggiamenti.

 

Ci supportano anche operativamente, in particolar modo nel dialogo con i possibili partner strategici. Essendo in startup, raramente riusciamo a fare ogni giorno ciò che ci eravamo prefissati; gli imprevisti sono molteplici (dalla spedizione in giacenza, al negozio che carica foto di bassa qualità), quindi cerchiamo di smaltire le cose da fare in ordine di urgenza.

Come avete finanziato (o finanzierete) l’idea e il progetto?

Da aprile 2012 siamo entrati in Noosalab che ha supportato la nostra crescita e ci ha permesso di abbattere moltissimi costi fissi.

 

Il modello delle società di Noosalab è quello del “media for equity”: siamo quindi in trattativa con dei partner televisivi e radiofonici che ci permettano di affermarci come marketplace di riferimento sul territorio italiano.

 

Dopo questa fase cercheremo di fare un fundraising per internazionalizzare la società

Quali difficoltà avete incontrato nel creare la vostra startup?

Aprire una società in Italia è letteralmente un incubo. Se non ci fosse stato il supporto di Noosalab probabilmente saremmo ancora qui a litigare con avvocati, notai, commercialisti ecc.

 

Il marketplace online, idea piuttosto innovativa qui da noi, ha poi presentato diverse sfide per i nostri avvocati. Ad esempio, alcune normative per la vendita online (soprattutto per conto di terzi) sono poco chiare.

 

Anche la logistica si è rivelata essere per noi un bel mal di testa. Ci siamo dovuti scontrare con chi lavora nel settore da anni, senza avere un’idea di come un marketplace possa avere esigenze completamente diverse rispetto a quelle di un negozio online con un magazzino centrale.

 

Inoltre, alcune soluzioni tecnologiche con cui abbiamo dovuto interfacciarci si sono rivelate piuttosto datate, mentre altre (come ad esempio i gateway di pagamento più moderni) non erano proprio disponibili in Italia

Qual è l’obiettivo del progetto?

L’obiettivo di ovojo è quello di aprire un nuovo canale di vendita alle aziende italiane di moda e design.

 

Vogliamo portare online e all’estero le eccellenze del Made in Italy, offrendo un pacchetto completo di servizi che permetta loro di concentrarsi unicamente sulla lavorazione artigianale dei loro inimitabili prodotti.

 

Proponiamo il servizio anche alle boutique multimarca, colpite duramente dalla crisi: ovojo dona loro nuova linfa, permettendo di acquisire nuova clientela e di smaltire l’invenduto.

Da giovani imprenditori, credete nell’Italia?

Molto poco, purtroppo. Sono anni ormai che speriamo in un cambiamento, sia della classe dirigente sia a livello di semplificazione delle pratiche burocratiche. E’ molto difficile, per un giovane italiano, aprire una società partendo da un’idea. I fondi richiesti sono fin da subito elevatissimi e gli incentivi per l’innovazione sono praticamente inesistenti.

Sei il fondatore di una Startup in Italia? Hai un’idea vincente di cui parlare?

Se il tuo progetto è attivo da meno di due anni e vuoi parlarne, fai una segnalazione alla redazione di Giorgiotave.it e la prenderemo in considerazione per un’intervista da pubblicare all’interno del GT Magazine. COMPILA IL FORM su Giorgiotave.it.

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