Parliamo di Startup: Mob.is.it


logo_mobisit_mediumSi chiama “Parliamo di Startup“. Ed è l’appuntamento settimanale, su Giorgiotave.it, in cui si parla di idee, aziende innovative e sogni made in Italy.

Riflettori puntati, questa volta, su mob.is.it e su Silvio Porcellana, Francesco Sciuti e Daniele Bazzano, gli ideatori del progetto. Scopriamo, dalle loro parole, qual è il raggio d’azione della loro startup.

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Di cosa si occupa la vostra startup?

mob.is.it è un CMS che permette a chiunque di creare da zero un sito per cellulari e tablet, senza saper programmare. Ci piace pensarlo come una sorta di WordPress per i dispositivi mobili. Noi forniamo il sistema per realizzare il sito, l’hosting, i template e la manutenzione periodica, per dare a chiunque la possibilità di essere online in pochi minuti, senza preoccuparsi degli aspetti tecnici. Ci rivolgiamo ai normali consumatori, ma anche alle aziende, agli imprenditori e alle web agencies, che vogliono creare e rivendere siti per i loro clienti.

Com’è nata l’idea?

Io nasco come SEO, ma sono sempre stato affascinato dal mondo mobile. La ritengo una splendida possibilità di entrare in contatto con altre persone e promuovere il proprio business. Per questo, un giorno, ho deciso che avrei creato un sistema che rendesse semplice anche per i meno esperti, la possibilità di creare un sito web per cellulari. Negli anni questa idea si è evoluta e ha preso forma, diventando quello che oggi è mob.is.it.

 

Da chi è composto il team e com’è organizzato quotidianamente il lavoro?

Il team, attualmente, è composto di tre persone:

  • Io (Silvio Porcellana) mi occupo di tutti gli aspetti legati alla progettazione, e alla gestione materiale e finanziaria del progetto
  • Francesco Sciuti si occupa del design e mi aiuta a programmare il codice del sito
  • Daniele Bazzano si occupa del marketing online, degli aspetti SEO e del copywriting

Io vivo ad Asti, mentre Francesco e Daniele vivono a Catania. Ci sentiamo periodicamente tramite Skype ed email, fissando degli obiettivi chiari con deadline precise. Ognuno, poi, svolge in autonomia il proprio lavoro e ci aggiorniamo con almeno due riunioni settimanali, dove si fa il punto della situazione e si valuta il da farsi.

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Come avete finanziato (o finanzierete) l’idea e il progetto?

mob.is.it è attualmente un progetto bootstrap, cioè non riceve alcun tipo di finanziamento, ma si basa solo sulle mie tasche. Non volevo che la richiesta di fondi minasse in alcun modo la fattibilità di qualcosa che desideravo tantissimo creare e condividere con gli altri. Perciò, sono partito per conto mio, avendo solo il sostegno degli amici e di mia moglie. Dopo pochi mesi, sono arrivati Francesco e Daniele e, se in futuro arriveranno finanziamenti, ben venga. Altrimenti, continueremo con decisione per la nostra strada.

Quali difficoltà avete incontrato nel creare la vostra startup?

Principalmente la diffidenza verso il mondo mobile. Molti non ne capiscono le potenzialità e ti rispondono: “Ma io, cosa me ne faccio di un sito mobile? Ho già il sito sul computer!”. Questa difficoltà di approccio verso la sfera mobile, crea un sacco di ostacoli alla fruizione del prodotto mob.is.it. Non ultima, si ripercuote sul suo sistema di pricing. L’accesso al servizio, da un lato, non deve frenare chi vuole provare a realizzare un sito mobile, ma dall’altro, deve anche garantire la sostenibilità a lungo termine del progetto. Trovare il giusto equilibrio non è sempre facile.

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Qual è l’obiettivo del progetto?

mob.is.it è nato con il desiderio di democraticizzare l’accesso al mondo mobile per il mercato B2C. Nel tempo, poi, ha allargato il proprio focus anche al mondo delle aziende, rivolgendosi agli imprenditori che vogliono realizzare un loro sito dove i clienti possano, a loro volta, creare e rivendere per cellulari. Ad oggi, l’obiettivo è di concentrarci sempre più sull’aspetto B2B della piattaforma, tramite sistemi integrati e API, per far sì che mob.is.it stesso sia il prodotto centrale della nostra offerta, piuttosto che i siti mobile.

Da giovani imprenditori, credete nell’Italia?

Crediamo nell’Italia come nazione gravida di talenti, che possono fare molto la differenza in tantissimi settori internazionali. Crediamo meno nel modo in cui il nostro Paese facilita la crescita di questi talenti, e li rende in grado di perseguire i propri obiettivi. Manca un’educazione mirata e realmente utile per il mondo del lavoro, e la creazione di impieghi e opportunità che permettano a ciascuno di noi di far emergere valore e inclinazioni personali, senza clientelismi.

Sei il fondatore di una Startup in Italia? Hai un’idea vincente di cui parlare?

Se il tuo progetto è attivo da meno di due anni e vuoi parlarne, fai una segnalazione alla redazione di Giorgiotave.it e la prenderemo in considerazione per un’intervista da pubblicare all’interno del GT Magazine. COMPILA IL FORM su Giorgiotave.it.

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