Lombardia: “introdurre pedaggio sugli e-commerce”


e-commerce-toolsUn pedaggio sugli e-commerce, perché i negozi tradizionali sono svantaggiati. È la proposta avanzata da Angelo Ciocca, il presidente della commissione Attività Produttive del Consiglio regionale in Lombardia.

“Il nodo dell’e-commerce e della sua tassazione è cruciale. Basti leggere della guerra in corso tra Microsoft e Apple o dei giochetti delle grandi società per sfuggire alla tassazione di certi Paesi a favore di altri”.

Il riferimento, almeno in parte, è a gruppi come Amazon o Google – Microsoft ed Apple, piuttosto, perché? -, che vendono e offrono servizi in Italia, ma senza pagare tasse di sorta. O comunque con vicende non proprio esemplari.

“Chi vende in Italia e in Lombardia, anche se il negozio sta dall’altra parte dell’oceano, deve contribuire fiscalmente, pagando una sorta di “pedaggio” per le autostrade reali e virtuali che percorre”.

Restano, tuttavia, dei punti oscuri: come ci si comporterà nei confronti dei negozi digitali che operano esclusivamente su territorio italiano? Ciocca, intanto, ha già le idee chiare su come impiegare le entrate.

“Noi siamo pronti a utilizzare queste nuove entrate anche per sostenere la digitalizzazione e la modernizzazione dei nostri negozi storici, che vogliamo tutelare”.

Dal web molti tuonano: è uno sbarramento bello e buono al nuovo che avanza. Ma – come sostiene anche Tom’s Hardware – non è nemmeno possibile costringere a diventare “digitali” certe attività commerciali. Certo è che la tematica degli e-commerce si porta dietro una serie di dubbi ed elementi ancora poco chiari in Italia, in particolare nella gestione dei rapporti con le grandi aziende internazionali che vendono in tutto il mondo i loro prodotti.

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