Larry Page: “Le piccole modifiche rendono le cose obsolete”


Larry Page

“Le piccole modifiche rendono le cose obsolete”. Che potrà non apparirvi come una frase chiave, che renderà nella storia. Eppure nel corso del recente discorso di Larry Page, CEO di Google, quello è stato un passaggio importante. Ieri è stato il giorno del consueto incontro in cui l’azienda americana fa il punto sui dati dei primi quattro mesi dell’anno: +31% dei ricavi rispetto all’anno scorso. Azionisti entusiasti, discorso chiuso.

E poi Page ha parlato, di Google e dei progetti che girano attorno alla società. Ha menzionato Chrome, YouTube e Android, definendoli “grandi scommesse”. Evidentemente vinte. Con l’aggiunta della necessità di guardare al futuro, sempre.

“Le aziende – ha detto – tendono a mettersi a proprio agio facendo quello che hanno sempre fatto, apportando solo modifiche minori. È naturale lavorare su ciò che sai. Ma le piccole modifiche rendono le cose obsolete”. Il che vuol dire: cercare di sperimentare sempre progetti nuovi, individuare frontiere innovative in cui investire e supportare gli utenti. Se sei quello che accompagna in maniera praticamente costante la navigazione online di tutto il mondo, fornendo ogni genere di servizio, puoi permetterti di dire che le modifiche minori rendono le cose vecchie.

TechCrunch ha colto un ulteriore aspetto positivo nelle dichiarazioni di Page. Egli, infatti, non ha mai citato, durante il discorso, Google+ e soprattutto l’apparato pubblicitario della società di Mountain View.

“Ho i brividi quando utilizzo la tecnologia del futuro”. È il caso di Google Fiber, perché la convinzione è che navigare velocemente su Internet può cambiare, in misura ancora maggiore, la vita delle persone. Del resto a cosa serve migliorare le funzionalità di Google+ o la qualità dei video su YouTube, se poi la connessione a Internet degli utenti non è in grado di supportare queste novità? Ecco perché l’azienda si sta muovendo su entrambi i fronti.

Lo ha fatto anche nel mobile, decidendo di investire anche nell’hardware – con la serie Nexus e con l’acquisto di Motorola –, per avere una linea di smartphone e tablet in grado di stare al passo con gli aggiornamenti di Android.

“Futuro”, a Mountain View, è la parola vincente.

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