La realtà delle foreste nel mondo: il contributo di Internet nel rimboscamento


foresta

La deforestazione nel mondo è ormai una realtà negativa di cui è impossibile non tenere conto: in molti si stanno mobilitando nel monitoraggio del disboscamento a livello globale e nella tutela delle foreste del globo.

Prima di tutto, vediamo di capire quali siano le cause e le conseguenze della deforestazione. La causa principale è di matrice antropica: siamo noi esseri umani a tagliare, deforestare, disboscare e deturpare l’ambiente che ci circonda. Lo facciamo senza ragione, senza controllo. L’uomo è la causa principale del disboscamento, ma non l’unica: c’è da tenere conto anche di moventi naturali, come incendi ed eventi catastrofici: uragani, tifoni, temporali…

Un esempio da prendere in considerazione è la foresta Amazzonica, nell’America meridionale. Da anni l’uomo la sta deturpando per interessi personali, come l’utilizzo del legname per costruire utensili oppure per impiegare le aree deforestate nell’edificazione di immobili.

Quali sono, invece, le conseguenze? La deforestazione contribuisce all’aumento dell’anidride carbonica in atmosfera, in quanto le piante svolgono la fotosintesi clorofilliana sottraendo questa molecola all’atmosfera e rilasciando ossigeno: se le specie vegetali venissero eliminate, questo fenomeno non esisterebbe e, tutto ciò, comporterebbe un incremento di anidride carbonica.

L’altra conseguenza, non meno importante, è la riduzione dell’habitat naturale di tante specie animali che rischierebbero, come si sta verificando in questi ultimi anni, di proiettarsi verso una marcata estinzione.

Vediamo di trattare qualche esempio di siti internet che si stanno impegnando nel rimboscamento. Un motore di ricerca ecologico impiegato nella tutela delle foreste è Ecosia. A differenza degli altri, dona almeno l’80% dei guadagni per sostenere un programma di protezione e rimboscamento della foresta pluviale gestito dal WWF. Per questo, gli utenti di Ecosia possono salvare, gratuitamente, circa 2m² di foresta pluviale ogni ricerca effettuata!

Anche Google si è messo a disposizione di società ambientaliste per la tutela delle foreste nel mondo: in modo particolare, Google Earth è un software che genera immagini virtuali della Terra utilizzando immagini satellitari ottenute dal telerilevamento terrestre. Le foto permettono di monitorare 24 ore su 24 il grado di sviluppo delle foreste del nostro pianeta.

Il sito Ecoblog ha proiettato un videomessaggio del capo di una tribù amazzonica, Almir Suruì, che si è appellato alla rete per cercare aiuti internazionali, in quanto il suo popolo ha subito un decremento passando da 5000 a 1300 individui: tutta colpa delle pressioni delle multinazionali sulla foresta Amazzonica.

In una intervista, Almir Suruì ha dichiarato:

“Abbiamo bisogno di modernità per continuare a vivere secondo le nostre tradizioni. La foresta Amazzonica rappresenta il “Polmone Verde” del mondo, in quanto contribuisce in maniera notevole alla produzione di ossigeno: bisogna tutelare questo patrimonio unico per salvaguardare la nostra esistenza”.

Il video dell’intervista è questo:

Immagine http://500px.com/photo/29550179

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