Internet: un diritto di tutti, “non si può spegnere”


“Internet non si può spegnere”. Perché è un diritto di tutti. Lo assicura l’ONU, che già da qualche tempo tutela il web e le sue libertà, ma lo ricorda più di recente Tim Berners-Lee.

Sulle pagine del The Guardian, il papà del web ha spiegato come perché venga offuscata la voce della rete, attraverso l’implementazione di un “off switch“, servirebbe un’azione congiunta dei governi di tutto il mondo. Per trasformare Internet da struttura decentralizzata a struttura centralizzata. “Se ciò avvenisse – sostiene Berners-Lee – è davvero importante che chiunque lotti contro tale decisione”.

“Una distruzione dei diritti umani”. Così Tim Berners-Lee definisce qualsiasi attività volta a limitare la libertà del singolo in rete.

Secondo una stima World Wide Web Foundation, sono Svezia, USA e UK i paesi che utilizzano maggiormente la rete. Burkina Faso, Zimbabwe e Yemen, invece, chiudono la graduatoria dei 61 paesi studiati sulla scorta di indicatori concernenti l’impatto politico, economico e sociale di Web e connettività. E la stessa WWW Foundation aggiornerà annualmente le sue ricerche in materia di Internet, così da “misurare miglioramenti assoluti e relativi dello scenario, utilizzando dati degli ultimi cinque anni”.

Che Internet sia sinonimo di libertà, poi, lo dice anche l’ONU.

“Ogni essere umano ha diritto a vedersi riconoscere on-line gli stessi diritti che gli sono riconosciuti nel mondo reale, a cominciare proprio dalla libertà di manifestazione del pensiero”.

Un passaggio-chiave del testo approvato all’unanimità e firmato da 80 Paesi, proprio con l’obiettivo di tutelare il web e la sua libertà.

Il web è uguale per tutti. È con tutti. È di tutti.

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